Penna Anghiari

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Anghiari-VETRINA-(tagliato)

Anghiari

IL GENIO, L’ARTE, LA PERFEZIONE.

Il 29 giugno del 1440 ad Anghiari in territorio di Arezzo, si combatté una cruenta battaglia fra le truppe dei Visconti e la Repubblica di Firenze, il cui esito determinò la fine dell’espansione del Ducato di Milano verso il centro Italia. A seguito di questo evento che rimase memorabile per decenni, nel 1503 Pier Soderini Gonfaloniere della Repubblica gigliata, affidò a Leonardo da Vinci l’incarico di realizzare un grande affresco per ricordare questa importante vittoria, che sarebbe stato posizionato nel Salone dei Cinquecento proprio di fronte ad un dipinto gemello affidato al collega e rivale Michelangelo Buonarroti. Queste due grandiose Opere per profilo e dimensioni, avrebbero dovuto celebrare l’idea della libertas repubblicana contro nemici e tiranni. Purtroppo nessuna delle due pitture murali fu portata a termine, ma in particolare dell’affresco vinciano molto più avanti nella lavorazione, se ne persero completamente le tracce, pur arrivando a noi alcuni cartoni di lavorazione e le cronache del tempo di chi aveva visto la Battaglia nelle sue fasi di realizzazione. Molti artisti successivamente si ispirarono a questo emblematico e a noi sconosciuto capolavoro leonardiano fra cui Pieter Paul Rubens, prima che il salone centrale di Palazzo Vecchio fosse ricoperto dai nuovi affreschi di Giorgio Vasari che ristrutturò l’intera sala. Dopo secoli di silenzio, a partire dal 2005 si parlò molto, almeno per un decennio, di un possibile ritrovamento dell’Opera in un’intercapedine dell’originaria parete. Furono effettuati studi e rilievi con grande notorietà internazionale, ma non molto tempo fa le ricerche si sono interrotte per l’impossibilità tecnica di conferma di questa ipotesi così affascinante. Di conseguenza il mistero rimane con tutta la sua aurea di avventurosa leggenda.
Avendo pensato di dedicare al Maestro vinciano una penna di raffinata simbologia, abbiamo ritenuto di collegarci concettualmente a questa insoluta vicenda, denominando proprio Anghiari una realizzazione molto sofisticata, preziosa e senza precedenti, destinata a rimanere per sempre nella storia del grande Collezionismo Internazionale. Infatti le caratteristiche stesse della Penna Anghiari, i materiali utilizzati, la complessità progettuale, le esclusive innovazioni adottate, unitamente alla rinomata tradizione fiorentina nell’arte degli strumenti per la scrittura, fanno sì che ogni esemplare prodotto possa essere considerato un pezzo unico.
Inoltre l’Anghiari al di là del design e del suo stile impeccabile, vuole configurarsi come compagna di scrittura d’uso corrente, potendosi trasformare facilmente anche in roller con la semplice sostituzione del puntale. Quindi la stessa penna per due modalità diverse di espressione insieme al fascino variegato di un cromatismo che si ispira ai colori più cari al Maestro e in qualche modo alla sua Opera infinita.

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