“AMERICHE” di Pietro Todeschi, 1673 (particolare)

Con la scoperta delle Americhe, la tradizionale navigazione a bussola e a rombi di vento, tipica del Mediterraneo, pose alle più importanti marinerie dell’epoca: l’inglese, la spagnola e la portoghese, ma anche alle flotte francesi, olandesi, genovesi e veneziane, nuove e più complesse problematiche circa le rotte da seguire e la sicurezza degli stessi viaggi. Le grandi estensioni degli oceani che si aprivano alle sempre più frequenti traversate, dall’Atlantico all’Oceano Indiano e più oltre verso i Mari del Sud, impegnarono per tutto il ‘600 e per buona parte del secolo successivo le grandi potenze marinare alla ricerca di uno strumento di precisione per calcolare la Longitudine e quindi l’esattezza stessa delle rotte delle spedizioni, sia mercantili che militari. Infatti, mentre era abbastanza semplice il calcolo delle distanze latitudinali (avendo come riferimento a nord e a sud i vari paralleli rispetto all’Equatore), assai difficile era invece stabilire la posizione di navigazione rispetto a un meridiano di riferimento. Basti pensare che solo pochi gradi d’errore potevano portare una nave fuori rotta anche di parecchie centinaia di miglia marine.
Dopo moltissimi tentativi questa avvincente sfida fu vinta dagli inglesi grazie a John Harrison che concepì il primo orologio da navigazione in grado di calcolare con esattezza l’ora del meridiano di riferimento. I calcoli derivanti avrebbero risolto così il problema della Longitudine, permettendo successivamente a James Cook la prima mappatura del Pacifico e alla Marina Britannica il progressivo predominio sui mari.

“AMERICHE” di Pietro Todeschi, 1673 (particolare)

Nasceva così il “cronometro da marina”, via via sempre migliorato nel tempo, grazie anche all’importante introduzione del “sistema a Cardano”, che permetteva di mantenere la cassa sempre in orizzontale nonostante il continuo rollio e l’intemperanza delle onde. Custodito gelosamente all’interno di scatole in mogano e ottone, il “cronometro da marina” rimarrà per oltre 150 anni essenziale, a bordo delle navi di tutti i tipi e di tutte le bandiere, fino all’avvento dei radar e del più recente orientamento satellitare.
Il “Marine ‘800”, di modernissima concezione, ma ispirato a quei leggendari orologi di navigazione, è dedicato a questa straordinaria avventura fra tempo, spazio e conoscenza.

“EUROPA”
di Pietro Todeschi, 1673 (particolare)